La terapia del sorriso

Dallo scorso anno sono volontaria di ABIO, Associazione per il Bambino in Ospedale. Avendo due bambini mi è capitato di frequentare, mio malgrado, l’ospedale.. una frattura, un malessere.. e mi sono sempre chiesta a cosa servisse la Sala Giochi che c’è nel reparto di Pediatria dell’Ospedale Maggiore di Novara quando vi si entra. Ci ho messo poco a scoprirlo e a frequentarla come volontaria che dedica qualche ora del suo tempo libero ai bimbi meno fortunati. Certo, qualcuno si chiederà, se non mi bastassero gli impegni famigliari dentro casa. Domanda più che ragionevole. Bastano e avanzano per certi aspetti, ma io sono una persona che se può aiutare qualcuno, non si tira indietro: questa attività mi sottrae 3 ore

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Il turno del pomeriggio

sto pensando che, vai a fare volontariato in pediatria e ti spiace che il tuo turno sia finito e devi salutare i bambini con i quali hai giocato tutto il pomeriggio! Volontaria Angela

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Poi arrivate voi e…

Quando un genitore ha un figlio in ospedale, tutto diventa grigio, ogni voce assordante. Poi arrivate voi e tutto cambia, esce l’arcobaleno ed il frastuono nella testa diventa un sorriso. Amico di ABIO

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Il mio cuore è pieno di gioia

È Sabato mattina, sono appena diventato volontario a tutti gli effetti. Entusiasta del mio ruolo attendo i bambini nella saletta per giocare. Si avvicina Giuseppe, ha 6 anni, ha battuto la testa cadendo ed i suoi genitori l’hanno portato al pronto soccorso. L’attesa per la visita di controllo è lunga.  Senza timore si avvicina alla saletta, ha le idee chiare, vuole giocare! Individuo subito i suoi gusti, incominciamo a giocare con le macchinine, con il calcio balilla, il biliardino ecc. il tempo vola e dopo due ore dal suo arrivo viene chiamato per essere controllato dai dottori. Contrariato si dirige

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Un pomeriggio in saletta ABIO

Sono Anna, da poche settimane volontaria ABIO, l’Associazione che si prende cura del Bambino in Ospedale. E’ mercoledì pomeriggio, sono appena arrivata nella nostra saletta dedicata al gioco, presso la Pediatria dell’Ospedale Maggiore di Novara, dò una rapida occhiata all’agenda per verificare la presenza di istruzioni particolari e trovo un avviso importante: occorre dare assistenza alla paziente nella camera n. 3. È la mia prima volta da sola. La mia paziente si chiama Michela, ha 12 anni, non può usare le mani perché ha le braccia ingessate a seguito di una caduta in palestra, durante gli allenamenti di ginnastica artistica.

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Essere Volontari ABIO…

Lorenzo ha 11 anni; quando arriva al pronto soccorso riporta ferite da arma da taglio. Il papà, in un momento di follia, causato probabilmente dal difficile momento della separazione, aveva cercato di uccidere sia lui che il suo cane, accoltellandoli. Lo accogliamo in saletta ABIO, dopo diversi giorni di degenza, insieme alla sua mamma. L’abbiamo coinvolto sorridenti e con naturalezza e abbiamo cominciato a giocare con lui. Si è subito fidato di noi e ci ha raccontato la sua brutta avventura. Vedendolo così tranquillo, anche la sua mamma si è aperta e ha parlato con noi. Questo è anche essere

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Un contagio di stupore

Ismael ha 12 anni, poco più o poco meno. Non sa dire la sua età, non sa nemmeno dire il suo nome. Ismael è un bambino autistico. Ci siamo incontrati nella nostra saletta giochi ABIO del reparto di pediatria dell’ospedale, dove faccio la volontaria. E’ un mercoledì mattina, Ismael entra con il suo papà: ha la pelle un po’ scura, gli occhi sgranati e un po’ strabici, il volto un po’ deformato, lo sguardo assente, come se fissasse l’aria tra me e lui… è un po’ disorientato. “Ciao mi chiamo Antonella”; attiro la sua attenzione mostrandogli un piccolo pullman con

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ABIO = Famiglia, Casa

La caposala interrompe all’improvviso la nostra riunione serale. Al pronto soccorso stanno arrivando due bimbi coinvolti in un incidente stradale. I genitori hanno perso la vita. Della famiglia, per diverse ore, non sappiamo né la nazionalità né il nome, ma poco importa,ci siamo presi cura dei bimbi facendoli giocare e sorridere, aiutandoli a dimenticare, anche se forse non ne erano nemmeno consapevoli, il terribile evento che era accaduto. Per quelle ore siamo stati la loro casa, la loro famiglia. (Venanzio e Giuliano)

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Testimonianza di papà Paolo

La mia personale esperienza con ABIO Novara nasce dal fatto che ho avuto modo di “vivere” in maniera continuativa presso la Clinica Pediatrica dell’Ospedale Maggiore di Novara dal 2004 al 2007.Successivamente, la mia presenza in loco si è grazie a Dio diradata per il miglioramento delle condizioni di salute di mia figlia, senza che la stima nei confronti dei Volontari ABIO sia venuta meno. Da genitore, nei momenti in cui la malattia era stata appena scoperta e successivamente nei lunghi ricoveri, è stato importantissimo l’apporto degli Angeli della ABIO: sapere di poter contare in ogni momento della giornata sulla presenza

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Maria Rita racconta

Ero già in pensione da tre anni, parlo del lontano 2003, facevo la volontaria in un micronido della Caritas, praticamente accudivamo a turno per l’intera giornata circa 10 piccolini da 0 a 3 anni. Un giorno, una signora che si era appena inserita, mi propose di fare come lei, cioè alternare il mio impegno al nido con un altro nel reparto di pediatria dell’ospedale, spiegandomi in cosa consisteva questo tipo di volontariato. Non ci ho pensato due volte e, al primo corso, mi sono iscritta. L’entusiasmo di questa nuova avventura è subito cresciuto dentro di me, tanto che per tre

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